PediaExpress Dr. Sandro Paoletti Pediatra
Difficoltà scolastiche nei Bambini

Le difficoltà scolastiche nei primi anni di scuola

I primi anni della scuola primaria rappresentano una fase cruciale per lo sviluppo delle competenze di base e per la costruzione del rapporto del bambino con l’apprendimento. È proprio in questo periodo che possono emergere le difficoltà scolastiche, ovvero situazioni in cui il bambino fatica ad acquisire lettura, scrittura, calcolo e autonomia nello studio rispetto ai coetanei.

Queste difficoltà non indicano scarsa intelligenza o mancanza di impegno. Spesso il bambino si sforza molto, ma incontra ostacoli che rendono l’apprendimento più lento e faticoso, con ripercussioni sull’autostima, sulla motivazione e sul benessere emotivo.

Le possibili cause

Tra le cause più note rientrano i Disturbi Specifici dell’Apprendimento (DSA), condizioni di origine neurobiologica che interessano in modo selettivo alcune abilità scolastiche: la lettura (dislessia), la scrittura dal punto di vista grafico o ortografico (disgrafia e disortografia) e il calcolo (discalculia). In questi casi l’intelligenza generale è nella norma, ma il bambino utilizza modalità di apprendimento diverse che richiedono strategie adeguate.

Un’altra condizione che può influenzare in modo significativo il rendimento scolastico è il Disturbo da Deficit di Attenzione e Iperattività (ADHD). L’ADHD si caratterizza per difficoltà persistenti di attenzione, impulsività e, in alcuni casi, iperattività motoria. A scuola il bambino può apparire distratto, faticare a mantenere la concentrazione, dimenticare materiale, non portare a termine i compiti o avere difficoltà a rispettare le regole e i tempi.

Questi comportamenti possono interferire con l’apprendimento anche in assenza di un DSA, oppure coesistere con esso, rendendo il quadro più complesso.

Accanto a DSA e ADHD, esistono fattori emotivi e psicologici che possono incidere sulle prestazioni scolastiche: ansia, stress, difficoltà relazionali, paura di sbagliare, esperienze di insuccesso ripetute. Un bambino che si sente costantemente in difficoltà può sviluppare bassa autostima e un atteggiamento di rifiuto verso la scuola.

Rivestono un ruolo importante anche i fattori cognitivi, come l’attenzione, la memoria, la capacità di pianificare, organizzare e controllare il proprio comportamento (funzioni esecutive). Queste abilità sono fondamentali per seguire le spiegazioni, studiare in modo efficace e gestire i compiti quotidiani.

Infine, non vanno trascurati gli aspetti ambientali e didattici: stili di insegnamento poco adatti alle caratteristiche del bambino, cambiamenti familiari, situazioni di stress o difficoltà nel contesto di vita possono influire sul rendimento scolastico.

I segnali da non sottovalutare

Le difficoltà scolastiche possono manifestarsi con lentezza nella lettura e nella scrittura, errori frequenti, difficoltà nel calcolo, scarsa organizzazione dello studio, problemi nel rispettare i tempi delle verifiche. Nei bambini con ADHD possono essere evidenti anche distrazione, impulsività, irrequietezza e difficoltà a seguire le consegne. Spesso compaiono evitamento dei compiti, frustrazione, pianti o commenti negativi su se stessi.

Cosa fare

Il primo passo è non minimizzare né colpevolizzare. Di fronte a segnali persistenti è importante richiedere una valutazione specialistica, generalmente effettuata da un neuropsicologo, che consenta di chiarire la presenza di DSA, ADHD o altre difficoltà, individuando al tempo stesso i punti di forza del bambino.

L’intervento deve essere personalizzato e può includere attività di potenziamento, strategie di studio specifiche, strumenti compensativi, adattamenti didattici e, quando necessario, supporto psicologico. Nei casi di ADHD è fondamentale lavorare anche sull’organizzazione, sulla gestione dell’attenzione e sull’autoregolazione del comportamento talvolta lo specialista potrebbe fare una prescrizione farmacologica.

Un elemento chiave è la collaborazione tra famiglia, scuola e specialisti, insieme al lavoro sulla metacognizione, aiutando il bambino a comprendere come funziona il proprio modo di apprendere.

Un messaggio rassicurante

Le difficoltà scolastiche, anche quando associate a DSA o ADHD, non limitano il potenziale del bambino. Con un riconoscimento precoce, un supporto adeguato e un clima emotivo sereno, è possibile favorire un percorso scolastico più efficace e restituire al bambino fiducia nelle proprie capacità.